Il livello europeo: dazio per tipo di articolo e costo di sdoganamento UE
Il dazio forfettario riguarda le spedizioni di modico valore; il costo di gestione UE ha un ambito diverso e non è limitato alla soglia di 150 €. Le due voci vanno tenute separate. Qui citiamo le fonti una per una e, in fondo, le confrontiamo con le etichette dello stimatore Hipobuy.
Dal primo luglio non c'è più la franchigia sotto i centocinquanta euro
Fino a giugno 2026 i pacchi di valore non superiore a 150 € entravano nell'Unione senza dazi, pagando solo l'IVA. Dal 1° luglio 2026 la franchigia è soppressa e, per le vendite a distanza, si applica un dazio forfettario temporaneo di 3 € per tipologia di articolo. La base è il Regolamento (UE) 2026/382 del Consiglio; la misura vale fino al 1° luglio 2028, quando dovrebbe partire il Data Hub doganale europeo.
La pagina dell'Agenzia delle Dogane sulle spedizioni di modico valore spiega le ragioni con due dati: quasi 5,9 miliardi di articoli di questo tipo arrivati nel 2025 senza dazio, e controlli del 2025 in cui oltre il 60% dei prodotti verificati non rispettava gli standard europei. La stessa pagina mette in guardia dal confondere due cose diverse, il dazio da 3 € e la tassa di gestione.
Il dazio forfettario si applica a prescindere dal regime IVA usato, IOSS, regime speciale o IVA ordinaria. Fanno eccezione, a condizioni precise, le merci coperte da accordi commerciali preferenziali.

Per tipologia di articolo, non per pacco né per pezzo
L'unità del dazio è l'articolo inteso come tipologia, cioè la classificazione tariffaria. L'ADM lo spiega con due esempi: cinque magliette uguali valgono un articolo e 3 €; una maglietta e un orologio valgono due articoli e 6 €. Il calcolo è del dichiarante, non tuo, ma l'esempio basta a capire perché il numero di categorie nel pacco conta più del numero di pezzi.
La guida della DG TAXUD per gli operatori definisce l'«item» come merce della stessa spedizione con la stessa classificazione tariffaria, la stessa descrizione e, quando richiesta, la stessa origine. Aggiunge che, per i limiti dei sistemi informatici, dazio forfettario e tassa di gestione si applicano automaticamente per riga di dichiarazione, qualunque sia la quantità sulla riga, e che non si possono raggruppare voci diverse sotto l'aliquota più alta.
Nelle dichiarazioni semplificate H7, quelle tipiche dei piccoli pacchi, basta il codice SA a sei cifre. È il livello a cui due articoli simili, per esempio una giacca a vento e un anorak, possono finire in righe separate.

Chi paga il dazio secondo l'Agenzia delle Dogane
Il pagamento è a carico del dichiarante doganale: il venditore o l'importatore, il titolare dell'IOSS, chi usa i regimi speciali per l'IVA, oppure un rappresentante indiretto. L'acquirente compare solo «in casi rarissimi», cioè dove lo Stato mette a disposizione dei privati un sistema gratuito per dichiarare online.
C'è però una condizione a monte. Il dazio forfettario riguarda le vendite a distanza, e la guida europea ne elenca quattro elementi: tra questi, che la merce sia spedita dal venditore o per suo conto. La stessa guida precisa che, quando è il cliente a organizzare il trasporto senza alcun intervento del venditore, la merce non si considera spedita dal venditore.
Un acquisto tramite agente, in cui il negozio consegna a Hipobuy e la linea per l'Italia la scegli tu, non è trattato esplicitamente nella guida. Non sappiamo come venga dichiarato e non lo deduciamo: è la ragione per cui la prima domanda del confronto riguarda proprio questo dazio. La risposta del servizio clienti vale anche per la tassa di gestione, che la guida collega allo stesso concetto di vendita a distanza.

Costo di gestione UE: aggiornamento e letture precedenti
Aggiornamento del 18 ottobre 2026. La Commissione europea, notizia del 7 ottobre, indica 2 € dal 1° novembre. La Revenue irlandese, 29 settembre, precisa l’applicazione per articolo distinto e il pagamento da parte dell’impresa, che può trasferire il costo al cliente. La sua spiegazione include gli acquisti sopra 150 €. Per una spedizione tramite agente, chiedi al dichiarante come venga trattata e quali voci copra il preventivo.
| Fonte | Cosa scrive | Data indicata |
|---|---|---|
| Agenzia delle Dogane | Importo e data «da definire»; l'importo «verrà stabilito con apposita norma dell'Unione Europea» | prevista per novembre 2026 |
| Guida DG TAXUD | Importo fissato a 2 € da un atto delegato, indicato come ancora all'esame; si applica per articolo anche sopra i 150 € e non è temporanea | attesa dal 1° novembre 2026 |
| Agenzia tributaria spagnola | 2 € per categoria di articoli, da pagare insieme al dazio di 3 € | 1° novembre 2026 |
La precedente conclusione «da definire» è superata dall’aggiornamento della Commissione. Il confronto è stato corretto; continua a non calcolare un totale perché le descrizioni delle linee non specificano quali oneri includano.

Codici identificativi del prodotto obbligatori da novembre
Dal 1° novembre 2026 le dichiarazioni dovranno riportare i codici identificativi del prodotto, i PID; dal 1° luglio la loro indicazione è facoltativa. Secondo l'ADM servono a riconoscere e bloccare merci pericolose o non conformi.
Dalla stessa data, secondo la guida europea, chi dichiara una vendita a distanza dovrà inserire un codice documento specifico, Y126, che fa scattare in automatico la tassa di gestione. Sono adempimenti del dichiarante: tu non compili nulla, ma una descrizione vaga del contenuto del pacco diventa più difficile da far passare.
Per chi compra tramite agente, l'effetto pratico è uno: la descrizione degli articoli che Hipobuy riporta sulla dichiarazione dovrà essere precisa. Una ragione in più per sapere, già dalla scheda prodotto, di che materiale è fatto ciò che compri.
Che cosa dicono le etichette Hipobuy di questo livello
Messe accanto a queste due voci, le etichette dello stimatore dicono poco. Le linee Duties Payable by Recipient sono le più chiare: la descrizione mette il dazio a carico del destinatario e lo esclude dal prezzo. Le Tax free non dicono chi lo versi, e una di loro si contraddice. Le Prepaid Duty parlano di prepagamento senza dire che cosa copra.
Per questo, quando confronti due linee con prezzi vicini, la riga del dazio forfettario nello strumento è la prima da guardare: è l'unica su cui almeno una parte delle linee scrive qualcosa di esplicito.
Nessuna delle 22 linee nomina la tassa di gestione, i codici prodotto o una data di novembre. Non è necessariamente un problema delle linee: può darsi che i vettori se ne occupino comunque. Ma dalle pagine pubbliche non si può sapere, e la differenza fra due linee con prezzi simili potrebbe stare proprio qui.
